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Storia antica

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Storia Antica

La famiglia Balboni è una delle più antiche di Cento e fa parte della “nobiltà municipale” della vetusta ed operosa città dell’Emilia. Già nel 1209 nella Comunità Centese, vengono ricordati i Balboni; infatti l’atto con cui il vescovo di Bologna (9 febbraio 1209), Gerardo Ariosto, concede al popolo di Cento lo jus piscandi nella Valle Fioriana o Floriana, ricorda tra i testimoni Michele de BALBONIS, che da un elenco dell’Archivio storico comunale appare console in quello stesso anno.
Le professioni esercitate anticamente dai Balboni sono le più disparate, ma quella che sembra essere stata caratteristica – dopo l’agricoltura – è l’industria delle pelli. Infatti tra i firmatari del 1310 troviamo BELLEBONUS gratificato del titolo di magister e di pillizarius; a Cento nel secolo XVI un ramo dei Balboni esercita l’arte dei conciapelli ed infine a Ferrara, Ercole Balboni versa, il 20 settembre 1765 alla segreteria del Comune, l’importo per l’esercizio della conceria. Tra i Consoli, si ha nel 1326 Giovanni Balboni che autorizzò un’assemblea nella casa comunale per trattare affari comuni con i Pievesi.
Non è noto se l’importanza della famiglia Balboni sia dovuta all’origine LONGOBARDA cioè ad una arimannia o se invece sia d’origine BIZANTINA e perciò in contesa con le altre famiglie per la supremazia locale. È certo comunque che il vescovo di Bologna in antagonismo con l’Abate di Nonantola (antico centro di potere longobardo) ed in concorrenza con il Comune bolognese, elargiva a diverso titolo, terre da bonificare agli arimanni ed ai coloni e tra essi, figurarono dei Balboni. Infine ci sembra opportuno far notare come la prestanza fisica – caratteristica del tipo longobardo – accomuni tutte le famiglie Balboni, mentre la loro laboriosità le accomuna alle genti Emiliane – Romagnole; di queste il CAVICCHI evidenzia «la parsimonia economica dei Liguri e l’intuito tecnico – religioso degli Etruschi».
Dalla storia antica fino ai giorni nostri, possiamo pertanto rilevare come le famiglie Balboni abbiano dato alla Chiesa, alle società ed alla cultura, persone di notevole valore. Emergono inoltre i requisiti riguardanti il carattere nobiliare della famiglia, e cioè:
1) la chiarezza dell’origine, testimoniata da documenti di indiscusso valore storico;
2) l’antichità della stirpe, nove volte centenaria, ampiamente documentata, come si ha per ben poche famiglie;
3) ricchezze materiali che permisero ai Balboni di costruire il campanile di S. Biagio (1118) e di soddisfare le taglie francesi, ma soprattutto ricchezze morali che a molti membri permisero di crearsi distinte posizioni sociali;
4) parentadi cospicui, tra cui i PRINCIPI RUSPOLI che diedero illustri prelati e valorosi condottieri.
Altre persone continuano oggigiorno a ben meritare, sia del ceto ecclesiastico e religioso, sia di quello militare e diplomatico, sia di quello culturale ed artistico e sia quello industriale ed economico, tanto da rendere valido il motto nobiliare “IN LABORE VIRTUS”.

Lo stemma

Così descrive, la nota araldica, lo stemma dei Balboni di Cento all’inizio del secolo XVIII nell’introduzione all’elenco dei nomi dei Balboni, ricavato dai libri battesimali della Chiesa di S. Biagio:

“Balboni. L’arma Balboni che si vede dipinta in cima di una inferiata di camera terrena in Borgo da sera al cantone inferiore che volta al vicolo detto del Nome d’Iddio nella casa che fu di Giovanni Balboni e già di Domenico Angelini, indi di Giovanni Battista Vancini; ha tre palle di rosso, una sopra due, situata in triangolo sul campo d’oro.”

Lo stesso stemma è riprodotto nella raccolta di stemmi nobiliari centesi, conservata nell’Archivio storico del Comune di Cento; il simbolo araldico è accompagnato da questa nota:

“Balboni, antichissimi in Cento, cittadini sussistenti nel 1118 ed ora di Consiglio.”

Storia recente

Annibale, Giancarlo, Gabriele ed Elio sono i nomi dei quattro fratelli, figli di Giovan Battista Balboni, padri fondatori nel 1960 della F.B. S.p.A. Ciascuno con il proprio bagaglio di esperienze professionali diverse, con grande spirito di sacrificio e disponibilità ed una buona dose di coraggio intraprese quell’avventura che, ancora oggi, ci consente di essere tra le aziende manifatturiere più ricercate d’Italia ed in Emilia in particolare.
Figli di contadini poveri e nati a diversi anni di distanza uno dall’altro, vivono chi l’adolescenza e chi l’infanzia nei difficili anni della II Guerra Mondiale. È un periodo di povertà e di stenti, vissuto con grande dignità grazie all’educazione cattolica ricevuta dai loro genitori, i quali, nonostante i grandi problemi che si trovarono costretti ad affrontare giorno dopo giorno, non fecero mai mancare l’indispensabile per la crescita dei loro figli.
Nella seconda metà degli anni 50, Annibale, insieme ai suoi fratelli, si trovò a dover affrontare un lavoro nella raffineria di PRIOLO in Sicilia con la BELLELI di Mantova; fu durante questo periodo che, forte dell’esperienza maturata in MONTEDISON a Ferrara agli inizi di quel decennio, nacque in Lui lo stimolo di intraprendere l’avventura del lavoro indipendente. Fu infatti al termine dell’ulteriore esperienza con la BELLELI, alla fine degli anni 50, che insieme ai fratelli decise di affrontare il mondo del lavoro in “proprio”, iniziando con la realizzazione di impianti idraulici per uso civile ed industriale e, con il boom degli stabilimenti saccariferi, cominciarono con la realizzazione di strutture di sostegno in carpenteria, di serbatoi, di tubazioni ed opere varie di manutenzione ordinaria e straordinaria nei vari cantieri in Italia.
Alla fine degli anni 70, durante una grave crisi dell’industria saccarifera, iniziò una nuova era per la nostra Azienda: la prefabbricazione e il montaggio di tubazioni per le centrali nucleari, la costruzione e il montaggio di strutture per air-cooler, la realizzazione completa dei primi assemblaggi di gruppi motore e compressore su basamento per conto della NUOVO PIGNONE prima e per DRESSER-RAND e SULZER BURCKHARDT in seguito. Contrariamente a quanto avveniva con l’industria saccarifera, i nuovi lavori eseguiti per il settore energia avevano come requisito fondamentale la “Qualità”.
Fondamentale per la crescita dell’azienda è stata la disponibilità, oltre la capacità tecnica d’esecuzione e la qualità dei prodotti offerti, con la quale hanno sempre vissuto i problemi dei loro Clienti; non esisteva Natale, Capodanno o Ferragosto. Per questo motivo, un merito particolare per la riuscita di questo sodalizio và sicuramente alle loro mogli, le quali nonostante le difficoltà dei periodi più difficili, li hanno sempre stimolati ad andare avanti, senza mai mettere in discussione od ostacolare i loro rapporti personali.
Oggi come allora e sotto l’attenta guida di Annibale, Giancarlo, Gabriele e Elio, la nostra generazione cercherà di portare avanti questa avventura; iniziata e fin qui giunta tra tanti sacrifici, difficoltà e peripezie, senza mai dolere nessuno e nel pieno rispetto verso il prossimo. Questo è, e sarà l’intento della nostra generazione, questo è quello che ci hanno insegnato i nostri genitori.

“IN LABORE VIRTUS”